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Gli elementi di un carattere

Gli elementi di un carattere

Nella pagina introduttiva di questa sezione di approfondimento  ho descritto, a grandi linee, i font. L’argomento non si esaurisce con una piccola introduzione. perchè il tema dei font, e della tipografia in genere, è molto vasto. Ci sono un sacco di altre cose da sapere sugli elementi di un font. La prima domanda a cui è bene rispondere è questa: da quali elementi è formato un carattere?

La complessità del carattere

Iniziamo il nostro approfondimento partendo dagli elementi principali di un carattere, come viene visualizzato nella seguente immagine.

Come potete vedere  da questo schema, un font è determinato innanzitutto da alcune linee orizzontali che ne definiscono le varie altezze.
Le linee verdi, dette rispettivamente asta ascendente e asta discendente, definiscono il corpo di un carattere, ovvero l’altezza massima che avrà la riga di testo. Comprendendo quindi sia le aste ascendenti, come quelle delle lettere f,l,t,k, sia le aste discendenti come quelle di p,y,j e l’occhiello o l’asta discendente della g, a seconda del font utilizzato.
La linea di base e la linea ascendente formano la cosiddetta altezza delle lettere maiuscole, la quale non tiene conto delle aste discendenti.
L’occhio del carattere, in inglese X-height, altezza della x, è l’altezza delle lettere che non sono maiuscole e non possiedono aste ascendenti o discendenti come appunto la x, la a, la e, eccetera.
Altre parti caratterizzanti sono il braccio, gamba, cravatta, orecchio, incrocio, collo. Li spiego nella seguente grafica .

Ci sono però alcuni elementi di un font che tendono a caratterizzarlo e a dargli una determinata impronta, oltre che a fargli trasmettere determinate sensazioni visive, e quindi emotive.
Ci sono le grazie di cui abbiamo già parlato, ma ce ne sono alti che ora aprrofondiamo nel dettaglio.

Il contrasto in un carattere

Uno di questi è il contrasto di un carattere. Il contrasto di un carattere è sostanzialmente la differenza di spessore tra le linee spesse e le linee sottili. Più il rapporto tra linee spesse e sottili è alto, più aumenta il valore del contrasto.
Brevemente  un font con alto contrasto nelle lettere è molto più leggibile (e in alcuni casi anche più elegante) quando usata in grandi dimensioni, mentre una a basso contrasto garantisce una buona lettura anche per corpi piccoli.
Nell’immagine a fianco, il Bodoni MT è un classico esempio di font ad alto contrasto, mentre l’Helvetica Neue, che è una font senza grazie, ha un contrasto quasi impercettibile.

L’importanza della dimensione dell’occhio

La dimensione dell’occhio di un carattere, ossia la larghezza e l’altezza, rispetto al corpo, dello stesso, è tra gli elementi più importanti di un font e sicuramente uno dei più distintivi.
La dimensione dell’occhio è utile anche a definire una buona o una scarsa leggibilità di un testo scritto utilizzando un determinato font.
Non è un caso se alcuni dei font più leggibili che esistono, come il Verdana, il Times New Roman e il Bodoni MT, possiedono degli occhi, rapportati al corpo, molto grandi e ben definiti.

Nell’immagine qui sopra vengono confrontati tre famosi caratteri e le dimensioni del loro occhio.

Vengono anche presentati dei testi con caratteri in dimensione 12 punti, parità di giustificazione e di interlinea per dimostrare come il fattore della leggibilità sia strettamente collegato alla dimensione dell’occhio

Il primo è il Verdana, da tutti considerato il miglior font in termini di leggibilità e infatti l’occhio del Verdana è estremamente grande. È più facile da leggere in lunghi testi anche di i un altro “big” della leggibilità, ovvero il Times New Roman.

Nettamente minore sono la leggibilità e la dimensione dell’occhio del Bodoni, di Giovan Battista Bodoni nel XVIII secolo, che, però, va detto che in grandi dimensioni garantisce una grande eleganza.

Il Kerning e il Tracking

Il kerning, in italiano crenatura, e il tracking, o spaziatura, sono due termini importanti nella tipografia e due importanti elementi di un font.

La crenatura è sostanzialmente lo spazio tra le singole lettere all’interno di un font, mentre il tracking è lo spazio bianco tra le diverse parole.

Il kerning viene utilizzato, nella creazione di un font, per rendere più armoniosa la composizione e più facile la lettura, alcune lettere, come la A e la V o la A e la T, possono essere avvicinate tra di loro maggiormente rispetto alle altre lettere senza sovrapporsi. Questo fa si che si venga a creare una più fluida composizione.

Un tracking ben calcolato è di fondamentale importanza, permette infatti di garantire al cervello una rapida individuazione dell’inizio e della fine di una parola in un testo e quindi una maggiore leggibilità.

È chiaro che agire sui valori di crenatura e di spaziatura è sempre molto rischioso se non si considerano bene gli effetti alla lettura dell’utente.

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